Sapevi che l'umidità ambientale condiziona la resa del parquet?

Perché talvolta si verificano fessurazioni o piccole crepe sul parquet?

L’umidità ambientale condiziona i movimenti del legno così come condiziona la nostra salute e benessere. Posizionare un pavimento in legno in una situazione ambientale dove noi stessi potremmo vivere in modo confortevole rappresenta la chiave per godere di un prodotto duraturo e di qualità immutata.

Valori di umidità troppo elevata comportano afa e una sensazione di affaticamento; valori di umidità troppo bassa o ambienti eccessivamente ventilati sollecitano le nostre vie respiratorie, la pelle tende a diventare secca e siamo più facilmente soggetti a stress.

Allo stesso modo il legno in condizioni di forte umidità tende dilatarsi, mentre quando l’umidità relativa dell’aria scende, il legno tende a restringersi e fessurarsi: un esempio concreto sono i legni masselli il cui movimento può essere piuttosto marcato. Materiali stratificati come prelevigati o legni nobili supportati con abete, rimangono invece stabili in uno spettro di valori più ampio.

Spesso non si considera come la maggiore fonte di stress per un pavimento in legno consista nella rapida escursione termoigrometrica – come ad esempio la fase di accensione del riscaldamento – o la mancanza di una adeguata e costante umidificazione dell’ambiente.

È sufficiente dotarsi di un termoigrometro, avendo cura di controllare periodicamente che l’umidità dell’aria oscilli tra il 50-55% a temperatura di circa 20-21°C. In caso di valori ambientali troppo bassi (in particolare per l’inverno), si trovano in commercio ottimi umidificatori a basso consumo attraverso i quali è possibile ristabilire i valori di comfort corretti.